2 Novembre 2021

VALTELLINA – 28.10.2021

VALTELLINA – 28.10.2021

SASSELLA, INFERNO, SFURSAT

La Valtellina è una zona sconosciuta per alcuni dei membri del Club, ma per molti da sempre altamente apprezzata.
Quando si nomina questa importante zona produttiva il primo nome che viene ricordato, e quello più rappresentativo, è quello di AR.PE.PE, un produttore che sicuramente è stato per molti una grande scuola e che ha contribuito a far conoscere i vini di questa terra anche fuori dai propri confini.

Siamo in una valle unica nel suo genere, sessanta chilometri di vigneto, un unico meraviglioso terrazzamento da est verso ovest, baciato tutto il giorno dal sole, un sole che in questi anni è cambiato regalando più calore anche a quei vigneti che fino a qualche anno fa in alcune zone facevano fatica a portare a maturazione le proprie uve.

Ho iniziato a degustare, avendo ben chiaro un ricordo dei vini valtellinesi, che necessitavano di tempo prima di essere bevuti e che rispecchiavano la durezza di una terra posta ai piedi delle alpi più fredde e imponenti. Invece, con un pizzico di sorpresa, la prima considerazione a fine degustazione è stata quella di aver trovato vini forse troppo pronti e in alcuni casi un po’ banali, quasi come se fosse mancata quella caratteristica che li distingueva da altri vini a base di uva Nebbiolo.

Tre sono state le batterie in gara: 4 Sassella, 3 Inferno, 2 Sfursat.

I Sassella non ci hanno fatto impazzire, in parte banali e, come anticipato poco fa, in alcuni casi troppo pronti.
Tra i 4 in degustazione, una nota di merito al Glicine di Sandro Fay, un vino elegante e da invecchiamento. Il San Lorenzo di Mamete Prevostini lo abbiamo trovato eccessivamente caro, un vino pronto da bere che è cambiato in continuazione nel bicchiere passando da profumi fruttati ad un legno ben dosato, e viceversa; un magistralmente interpretato ma che non ha sorpreso.
Il “Stella Retica” di AR.PE.PE mancava di profumi, risultando un po’ scarico al gusto e troppo immediato. Forse colpa della sua gioventù, ma se devo essere sincero i vini di questo importante produttore non hanno brillato.

Seconda batteria: Inferno… Tutta un’altra musica! Altro che Inferno, appena si avvicina il naso al bicchiere si entra in un paradiso di profumi.

Il “La Cruus” di Mamete si presenta con un naso incredibile, ricco di profumi che ricordano l’ortica e la violetta, profumi intensi che poi con il tempo si sono attenuati lasciando spazio, come nel San Lorenzo, ad un delicato legno e ad una sorta di banalità.
Il Riserva di Rainoldi si presenta come uno dei migliori in degustazione, dai profumi che ricordano la paprika, il geranio, il karkadè, le spezie e le piante officinali. In tutta sincerità, al naso più che un nebbiolo ricorda di più un amaro a base di erbe, sebbene incredibilmente affascinante e intrigante. Tanta eleganza al palato e nella sua particolarità un gran vino!

Nino Negri sfodera un Inferno Riserva dallo stampo moderno, forse quello più complesso ed equilibrato, perfetto nei profumi anche se poco affascinante. Un’interpretazione classica piaciuta a tutti ma che personalmente non mi ha sorpreso e che rimanendo nel bicchiere si è andato spegnendosi gradualmente.

La denominazione Inferno l’abbiamo trovata molto più interessante rispetto al Sassella, con vini più intriganti, più ricchi e che rappresentano meglio il terroir in cui vengono prodotti. Forse avremmo voluto trovare un po’ più di carattere, di tannino e di quella durezza che li ha sempre contraddistinti.

Terza batteria: Sfursat.
La premessa d’obbligo è che non amo particolarmente i vini con appassimento.
Il Boffalora “Ronco de Onego” 2018 si è rivelato un vino fantastico, il migliore tra tutti quelli in degustazione. Al profumo regala note di strudel, cannella, uvetta, con un’innata morbidezza abbinata ad un’eleganza incredibile. Grande vino.

Il Nino Negri Sforsat 2018, pur arrivando dalla cantina dello storico produttore valtellinese è in parte deludente; si tratta di un vino moderno che non trasmette forti emozioni, molto alcolico e aggressivo nei profumi, a tratti tabaccoso. Non mi ha fatto impazzire anche se si è piazzato al terzo posto in classifica finale.

Il vino che mi è piaciuto di più?

Il vino numero 8, che ho inserito come fuori lista nella batteria “Inferno”. È un vino fatto in Valchiavenna e sempre a base di uve Chiavennasca ma che ovviamente non può godere della denominazione Valtellina essendo prodotto nella vicina valle. Sto parlando del Razent della Cantina Hermau, azienda che ho visitato un mese fa durante la mia recente piacevole trasferta valtellinese.

Un nebbiolo che rispecchia i canoni dei vini di questa zona, ancora chiuso, tannico, con quel filo di durezza che mi fa impazzire. Un vino dal carattere austero che devi quasi dimenticare per un po’ perché non è immediato ma va aspettato.
Per me, e non solo, è il vincitore della serata… a dir poco fantastico.

Per concludere, per l’Oste il vino vincitore è il Razent di Hermau. Se invece dovessi scegliere di acquistare uno dei vini in batteria sicuramente sarebbe quello di Rainoldi, un Boffalora fantastico (ma, come anticipato, non amo i vini con appassimento).

 

IL PODIO FINALE

I vini assaggiati, a parte un paio di eccezioni, erano tutti di buon livello. Quello che è mancato, soprattutto nei Sassella, con vini spesso troppo pronti e troppo moderni, è quella parte di carattere che contraddistingue e affascina questa denominazione. È andata un po’ meglio con l’Inferno ma il commento generale è stato proprio legato alla mancanza di territorialità che abbiamo trovato tutti nei vini bevuti in passato.

Le motivazioni possono essere molteplici. Sicuramente il clima è cambiato, motivo per cui le uve riescono a raggiungere la giusta maturazione. La Valtellina enologica sta vivendo un momento di grande crescita qualitativa e per questo i produttori si stanno adattando alle nuove tecniche produttive che per alcuni versi snaturano quella che è la vera identità dei vini territoriali.

Un’ultima considerazione va fatta sui prezzi. Alcuni di questi vini sono eccessivamente cari senza una valida giustificazione. Indubbiamente è un territorio che richiede molto più lavoro, quindi è comprensibile una ricaduta del sacrificio in termini economico. Ma alcuni dei vini in degustazione si possono trovare in enoteca a oltre 50 euro, e per la qualità riscontrata in alcuni è fin troppo. Ma queste sono e restano considerazioni personali di un appassionato del nettare di Bacco. Da commerciante ritengo che stappare una bottiglia al tavolo del valore di 60/70 euro debba necessariamente emozionare e forse, nei vini assaggiati, è mancato proprio quel pizzico di emozione che ti fa vibrare quando lo bevi.

È stata comunque una degustazione affascinante, i vini erano tutti molto interessanti, il gruppo di lavoro incredibile e come sempre la simpatia e l’armonia non sono mancate, perché il vino unisce, sempre!

In alto i calici.

Paolo

 


ELENCO VINI IN MESCITA

1 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA SAN LORENZO 2017 – MEMETE PREVOSTINI
2 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA RISERVA 2017 – TRIACCA
3 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA IL GLICINE 2017 – SANDRO FAY
4 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA STELLA RETICA 2017 – AR.PE.PE
5 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG INFERNO LA CRUUS 2018 – MAMETE PREVOSTINI
6 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG INFERNO RISERVA 2017 – RAINOLDI
7 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG INFERNO RISERVA 2017 – NINO NEGRI
8 – RAZENT – HERMAU
9 – SFORZATO DELLA VALTELLINA DOCG RONCO DE ONEGO 2018 – BOFFALORA
10 – SFORSAT DELLA VALTELLINA DOCG “CARLO NEGRI” 2018 -NINO NEGRI

 

CLASSIFICA FINALE DENOMINAZIONE SASSELLA
1 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA SAN LORENZO 2017 – MEMETE PREVOSTINI
2– VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA IL GLICINE 2017 – SANDRO FAY
3 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA STELLA RETICA 2017 – AR.PE.PE
4 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA RISERVA 2017 – TRIACCA

 

CLASSIFICA FINALE DENOMINAZIONE INFERNO
7 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG INFERNO RISERVA 2017 – NINO NEGRI
6 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG INFERNO RISERVA 2017 – RAINOLDI
5 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG INFERNO LA CRUUS 2018 – NINO NEGRI

 

CLASSIFICA FINALE

1 – SFORZATO DELLA VALTELLINA DOCG RONCO DE ONEGO 2018 – BOFFALORA
2 – RAZENT – HERMAU
3 – SFORSAT DELLA VALTELLINA DOCG “CARLO NEGRI” 2018 – NINO NEGRI
4 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG INFERNO RISERVA 2017 – NINO NEGRI
5 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG INFERNO RISERVA 2017 – RAINOLDI
6 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA SAN LORENZO 2017 – MEMETE PREVOSTINI
7 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG INFERNO LA CRUUS 2018 – MAMETE PREVOSTINI

8 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA IL GLICINE 2017 – SANDRO FAY
9 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA STELLA RETICA 2017 – AR.PE.PE
10 – VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA RISERVA 2017 – TRIACCA

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