- Anna Beatrice
- Bellaveder
- Benito Favaro
- Cantina Sociale di Trento
- Cantina Spagnolli
- Casata Monfort
- Cembra Cantina di Montagna
- Cesconi
- Comai
- Damijan Podversic
- De Tarczal
- De Vescovi Ulzbach
- Dorigati
- Elisabetta Foradori
- Ettore Germano
- Etyssa
- Eugenio Rosi
- Faccoli
- Furletti Gabriele
- Graziano Fontana
- Grigolli Bruno
- Hilberg Pasquero
- Ignaz Niedrist
- Klinger Winery
- Kuenhof
- La Mursa
- Letrari
- LeVide
- Longariva
- Maison Anselmet
- MAN
- Marco Buvoli
- Marco Tonini
- Maso Cantanghel
- Maso Furli
- Maso Martis
- Maso Thaler
- Mauro Sebaste
- Oxenfeld Wines
- Pacherhof
- Pavese Ermes
- Pelz
- Pisoni
- Podere della Civettaja
- Redondel
- Revì
- Salizzoni
- Selezione Paolo Torboli
- Tenuta San Leonardo
- Terre del Lagorai
- Vignaiolo Fanti
- Villa Corniole
- Zanotelli
Faccoli
Erano gli anni ’60 quando Lorenzo e Gian Mario Faccoli si trasferiscono a Coccaglio, ai piedi del monte Orfano. La Franciacorta era allora un mondo tutto da scoprire e proprio negli anni ‘70 comincia ad assumere una propria marcata identità dal punto di vista enologico.
I due fratelli decidono di specializzarsi nel campo delle bollicine e fin da subito non hanno dubbi sullo stile e sul prodotto che vogliono ottenere. Le loro bottiglie sono per i curiosi, per gli amanti dei vini di spessore, per chi è alla ricerca di un vino dal grande carattere e dall’inconfondibile eleganza.
La loro idea già dall’inizio è quella di produrre vini dal lungo affinamento sui lieviti e dal basso dosaggio e direi che sono stati dei veri pionieri, visto il periodo di cui stiamo parlando.
Ricordo ancora bene una delle frasi che il mitico Claudio, con la sua avvolgente simpatia, mi disse in uno dei nostri incontri: “io non faccio Franciacorta, io faccio Champagne!”
Il Monte Orfano in tutto questo è di grande aiuto, con il suo terreno unico costituito da ghiaia e ciottoli, sabbia fine e quarzo. Perfetto per la produzione di grandi vini.