ASSAPORA L'ATTIMO
Amaro Essenza del Bosco

Una serata che si è sviluppata esattamente come desideravo.
Un pubblico attento, vini di grande carattere e Marco che ci ha stregati con la sua conoscenza e la sua passione.
La sua storia nasce quasi per caso. In passato lavorava nel mondo dell’automotive.
La passione per il vino l’ha ereditata dal padre, ma diventa realtà quando decide di comprare casa: una casa completamente da ristrutturare, circondata da vigneti splendidi.
E non solo. Lì trova anche tutto il necessario per fare vino, diraspatrice compresa. Un segno del destino.
Scopre che i vicini possiedono una vigna di Pinot Nero. Chiede di poterla affittare, ma la risposta arriverà solo qualche anno dopo.
È così che prende forma il suo progetto, anche se in realtà nasce molto prima, quando assaggiando uno Champagne Blanc de Noirs capì che quell’uva a bacca nera avrebbe segnato il suo futuro. Prima nel Metodo Classico, poi anche nei vini fermi.
I viaggi in Borgogna e in Champagne sono stati infiniti. Voleva imparare tutto da quei territori così affascinanti e colmi di vini straordinari.
Quel vignaiolo “autodidatta e dilettante”, come ama definirsi, ha iniziato a fare vino con passione e un entusiasmo inesauribile.
Completa il suo percorso con un corso accademico in enologia, dando vita a vini dal carattere unico e intrigante, proprio come la musica rock che ama ascoltare.
Il segreto del suo progetto?
Una visione chiara, affinamento sui vini base e una selezione maniacale delle cuvée.
Uno stile francese, ma non convenzionale.
Uno stile alla Selosse, per chi coglie il riferimento.
La degustazione è iniziata con i suoi Metodo Classico più classici, il Tre e il Tre Rosé, quest’ultimo abbinato a uno sformatino agli aromi.
A seguire, il Pinot Nero, in abbinamento a una guancia di manzo spettacolare.
Lo Chardonnay ha chiuso la prima parte della serata, prima di cambiare marcia con tre delle sue bollicine più particolari.
Vini di carattere e unicità, che rappresentano perfettamente lo stile e la visione di Marco.
Amo il fatto che abbia scelto una strada in un certo senso controcorrente.
Ho bevuto vini straordinari, ma che vanno capiti, ascoltati, aspettati.
Non sono vini per tutti, soprattutto quelli prodotti con il metodo Solera: richiedono un pubblico più attento, più appassionato.
Sono vini da abbinamento, vini da annusare a lungo, in continuo movimento.
Alcuni, nei casi più particolari, sono vini da meditazione: non da accompagnare, ma da assaporare lentamente, chiacchierando, mentre nel bicchiere si rivelano in tutta la loro intensità.
Grazie Marco, è stata una bellissima esperienza.
Vini in degustazione
Blanc de Noir Extra Brut Tre Sbocc. 11/24
Amo stappare questo vino, è spesso nel mio frigorifero di casa.
Un metodo classico estremamente piacevole, con profumi di crosta di pane, agrumi, mela cotogna e una lieve nota speziata.
Al palato è diretto, fresco ed elegante.
Ha conquistato tutti i presenti alla serata
Un vino non scontato ma per tutti.
Metodo Classico Extra Brut Rosè Tre Sbocc. 11/24
Si parte dal Pinot Nero, pigiato manualmente per poche ore per ottenere un colore rosato tenue e molto piacevole.
Le uve arrivano dai Colli Euganei, dove il terreno vulcanico e calcareo, insieme alla costante ventilazione, garantiscono frutti sempre perfetti.
Seguono 36 mesi di affinamento sui lieviti per un vino dal rosa antico e delicato.
Al naso emergono note fruttate e speziate, piccoli frutti rossi e un leggero richiamo agrumato.
In bocca è minerale, fresco, deciso, con un finale leggermente amaro.
Pinot Nero 2019
Il vino che ha raccolto più consensi tra il pubblico, ma quello che io ho apprezzato meno. Questione puramente di gusto: probabilmente preferisco uno stile diverso.
Questo però non ne mette in dubbio la qualità.Prodotto in un’annata ricca di freschezza ed escursioni termiche, rappresenta in pieno lo stile borgognone.
Non filtrato, un anno di legno e tre di affinamento in bottiglia.
Al naso è pieno: grande frutto, spezie, more e una leggera tostatura.
In assaggio ritornano frutta matura, cocco, spezie, un legno ben dosato, un equilibrio impeccabile e un tannino setoso.
Un vino importante, con un rapporto qualità prezzo eccellente.
Chardonnay 2021
Hai presente lo Chardonnay? Scordalo, o quasi!
La base si percepisce, certo, ma al primo sorso sorprende per la sua particolarità.
Prima fermentazione in legno di primo passaggio, che dà al vino un carattere ben definito.
Al naso esplode con frutta tropicale, spezie, cannella.
In bocca è profondo, autentico, elegante, in pieno stile Buvoli.
Una lieve ossidazione ricorda i vini dello Jura.
È uno di quei vini dai quali fai fatica ad allontanarti: affascinante, unico.
Blanc de Noirs Extra Brut Super Sei Sbocc. 01/24
“Super” perché viene prodotto solo nelle annate migliori.
Una cuvée ottenuta assemblando più vendemmie conservate in legno e in acciaio.
Al naso è subito fresco e agrumato, con spezie dolci, fiori, una leggera nota erbacea e un accenno evolutivo.
All’assaggio è vivo, fresco, molto diretto.
Extra Brut Solera Sbocc. 01/24
24 annate richiuse in una bottiglia, incredibile.
Marco si è ispirato ai grandi di Francia, Krug e Bollinger.
Anche qui al naso predomina la freschezza.
La bolla è fine ma ben presente.
Profumi di camomilla, pasticceria ed erbe.
Al palato è elegante e raffinato.
Extra Brut Dodici Sbocc. 01/23
Non è un vino dalla beva facile: è più un vino da meditazione.
Difficile trovargli un abbinamento gastronomico; lo vedo meglio con un gruppo di amici e quattro chiacchiere, aspettando che si apra nel bicchiere.
È un vino importante, ottenuto con un numero rilevante di vini di riserva, tra l’altro molto acidi.
Al primo assaggio, appena servito, l’acidità è quasi fastidiosa e fa allontanare il bicchiere.
Dopo venti minuti in un calice ampio diventa un capolavoro.
Fiori, miele, cera d’api al naso.
Al palato è avvolgente, morbido, fresco.
Un grande vino, mi ha letteralmente affascinato.