23 Febbraio 2026

CUVE’E I di COMAI – Il momento perfetto.

CUVE’E I di COMAI – Il momento perfetto.

E’ proprio vero: il vino va aspettato.
Va stappato nel momento più idoneo per esprimersi al meglio.
Il vino ha bisogno di tempo.
Il tempo.

Trovare il “tempo” giusto non è semplice.
Per questo consiglio sempre di prendere tre bottiglie per ogni etichetta: la prima è la prova, quella che ti indica quando potrai realmente aprirla.
La seconda è la conferma.
La terza è l’apoteosi, quando la stappi sapendo che è nel momento perfetto in cui il vino può mostrare tutto il suo potenziale.

La Cuvée n. I di Comai l’avevo degustata appena uscita.
L’avevo trovata chiusa, verticale, poco espressiva.
Doveva essere aspettato.
Aveva bisogno di tempo.

Ora è perfetta.

Un Extra Brut sorprendente: elegante, fine, delicato.

Quella verticalità iniziale è diventata ampiezza, profondità, complessità. Al naso un lievito nitido si intreccia con una pasticceria elegantissima, frutta fresca, agrumi, fiori.

All’assaggio una delicata acidità accompagna un tocco minerale finissimo, grande finezza e una lunghezza incisiva. Aspettandolo, con pazienza e fatica, emerge una cremosità magnifica, una sapidità sottile, un sorso che avvolge senza finire mai.

La bollicina, finissima, regala una piacevolezza assoluta. Per certi tratti potrebbe persino ricordare uno Champagne.
Bel vino.
Grande vino.

Elegante ma energico, con un ritmo vivo al palato e, se posso dirlo, una sorta di musicalità.

Involontariamente l’ho abbinato all’ultimo album di John Scofield e Dave Holland, Memories of Home: vivace, raffinato, un piccolo capolavoro dove due giganti del jazz dialogano alla perfezione.

Comai? Uno dei giovani vignaioli più in voga.
Talento vero, capace di creare vini pulsanti e raffinati come questa Cuvée I.

Peccato ne siano rimaste poche, pochissime bottiglie.

In alto i calici.

Paolo

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