9 Aprile 2026

La magia dell’attesa.

La magia dell’attesa.

Ci sono vini che non devono essere capiti subito, devono essere aspettati.
Vini che nascono in terroir capaci di offrire profondità e prospettiva, più che immediatezza.
Vini concepiti e pensati seguendo un progetto che parla chiaramente la lingua della longevità.

In questi casi contano la natura, il territorio, ma anche la volontà e la sensibilità dell’uomo.

Ho avuto la fortuna di assaggiare un vino che racconta tutto questo, e di farlo in anteprima.

Etyssa, il meraviglioso mondo di Etyssa.

Una serata degustazione del Club “Un bicchiere con l’Oste”, il tema sono i vini dell’ormai famosa cantina e sono presenti anche Malcom e Federico, due dei quattro soci del progetto.
Dopo aver attraversato diverse annate della loro incredibile Cuvée, hanno presentato l’ultimo Trentodoc nato sulle colline sopra Trento.

Un vino prodotto con le uve provenienti dal vigneto più vocato della proprietà, situato letteralmente ai piedi del Monte Calisio, nella zona di Tavernaro.
Oltre il vigneto “Lanciatesa” c’è solo la montagna.

Uno Chardonnay in purezza, annata 2017, che affina circa 84 mesi sui lieviti.
Un tempo importante, ma la vera differenza nasce prima di tutto dalla qualità delle uve.

Non è un mistero che la collina sopra Trento rappresenti una delle zone più vocate, probabilmente la più vocata, per la produzione di basi spumante. Rocce basaltiche, porfido, presenza di dolomia, altitudine, ventilazione costante ed importanti escursioni termiche tra giorno e notte permettono maturazioni lente e complete, fondamentali per sviluppare finezza aromatica, tensione gustativa ma soprattutto capacità evolutiva.

Il vino si presenta con grande precisione e una trama gustativa ancora giovane, non completamente espressa.
Complessità, mineralità ed eleganza emergono con chiarezza, ma si percepisce fin dal primo assaggio che il suo percorso evolutivo è solo all’inizio.

Chi conosce il progetto Etyssa sa che questi vini richiedono tempo.
Tempo per distendersi, per armonizzarsi, per esprimere pienamente la profondità che li caratterizza.
La Cuvée n.7 degustata durante la serata ne è stata una dimostrazione concreta. Lo amavo appena arrivato sul mercato, lo amo ancora di più dopo qualche anno in bottiglia, vino incredibile.

Lanciatesa è un vino che va custodito con pazienza, quasi dimenticato, per essere poi riscoperto nel momento in cui saprà raccontare tutta la sua complessità.

Durante la degustazione ha sostenuto con grande personalità un confronto alla cieca con il Blanc de Blancs d’Aÿ 2013 di Gaston Chiquet, dimostrando struttura, equilibrio e potenziale evolutivo di assoluto rilievo.
Dal mio personale punto di vista, partita vinta!

Trentodoc e Champagne, due territori diversi, accomunati dalla ricerca della precisione e della longevità. In questo caso il confronto ha messo in evidenza le grandi potenzialità del progetto Etyssa.

Ora resta solo la parte più affascinante: l’attesa.
E’ la magia dell’attesa.
Perché alcuni vini non chiedono fretta, chiedono fiducia.

In alto i calici.
Paolo

(vino in uscita dopo il Vinitaly)

Trentodoc Extra Brut Riserva 2017 “Lanciatesa”
Etyssa

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