ASSAPORA L'ATTIMO
Amaro Essenza del Bosco

L’Esegesi è nato con lui.
La sua prima creatura da vignaiolo, ottenuta dall’unione sapiente di Merlot e Cabernet.
Arriva dopo un percorso di un Eugenio enologo svolto in diverse cantine sociali trentine, anche se a un certo punto qualcosa si è inceppato, come se quel sistema non fosse più parte di lui. Troppa tecnologia? Troppa modernità?
Eugenio ama la naturalità dei processi. Tutto parte dalla vigna, per proseguire nel modo più naturale possibile in ogni fase della vinificazione. Se la base è di qualità, il vino si fa da solo.
Questo è, in sintesi, il pensiero di Rosi.
Forse ho semplificato, ma da quella manciata di ettari Eugenio riesce ogni anno a ottenere veri capolavori, vini di grande carattere e incredibile longevità.
In passato ho avuto la fortuna di assaggiare alcune vecchie annate di Esegesi. Fortuna vera, perché sono sempre state esperienze memorabili.
Il 2020 nasce da un’annata che, se ricordo bene, è stata ottima per il Trentino. All’assaggio colpisce per eleganza e morbidezza. I tannini vellutati completano un sorso degno di un grande vino. È ancora molto fresco, ma già complesso, e lascia intuire quanto un lungo affinamento in cantina potrà regalare sorprese importanti negli anni a venire.
Anche al naso non scherza: frutta matura, sottobosco, mora, con un tocco di cacao.
Un vino equilibrato ed elegante, degno figlio di un vero artista del vino trentino. I suoi vini non sono mai scontati. Fanno riflettere, vanno aspettati, ascoltati, osservati. Come una grande opera d’arte.
Un po’ come l’incredibile interpretazione di Yo-Yo MA (clicca QUI) nell’album dedicato a Morricone, quando esegue un brano tratto da “Il buono, il brutto, il cattivo”. Il violoncello inizia con estrema dolcezza e termina con una forza travolgente, in un pezzo che ha segnato la storia del cinema.
Così è questo Esegesi: oggi delicato e silenzioso, ma pronto a dire la sua con grande forza tra qualche anno, quando raggiungerà il massimo della sua evoluzione.
In alto i calici.
Paolo